La pedagogia contemporanea, sia pure con varie sfumature, è orientata alla valorizzazione della persona e alla costruzione di progetti educativi che si fondino sull’unicità biografica e relazionale dello studente. La scuola italiana sceglie di adottare la prospettiva interculturale – ovvero
la promozione del dialogo e del confronto tra le culture – per tutti gli
alunni e a tutti i livelli: insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni,
vita della classe. Scegliere l’ottica interculturale significa, quindi,
non limitarsi a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati, né a
misure compensatorie di carattere speciale. Si tratta, invece, di assumere
la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo,
come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di
provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). Tale approccio si
basa su una concezione dinamica della cultura, che evita sia la chiusura
degli alunni/studenti in una prigione culturale, sia gli stereotipi o la folklorizzazione.
la promozione del dialogo e del confronto tra le culture – per tutti gli
alunni e a tutti i livelli: insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni,
vita della classe. Scegliere l’ottica interculturale significa, quindi,
non limitarsi a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati, né a
misure compensatorie di carattere speciale. Si tratta, invece, di assumere
la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo,
come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di
provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). Tale approccio si
basa su una concezione dinamica della cultura, che evita sia la chiusura
degli alunni/studenti in una prigione culturale, sia gli stereotipi o la folklorizzazione.