mercoledì 25 febbraio 2015

Centralità della persona in relazione con l'altro

La pedagogia contemporanea, sia pure con varie sfumature, è orientata alla valorizzazione della persona e alla costruzione di progetti educativi che si fondino sull’unicità biografica e relazionale dello studente. La scuola italiana sceglie di adottare la prospettiva interculturale – ovvero
la promozione del dialogo e del confronto tra le culture – per tutti gli
alunni e a tutti i livelli: insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni,
vita della classe. Scegliere l’ottica interculturale significa, quindi,
non limitarsi a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati, né a
misure compensatorie di carattere speciale. Si tratta, invece, di assumere
la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo,
come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di
provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). Tale approccio si
basa su una concezione dinamica della cultura, che evita sia la chiusura
degli alunni/studenti in una prigione culturale, sia gli stereotipi o la folklorizzazione.

giovedì 19 febbraio 2015

Scuola Comune (FONTE Ministero della Pubblica Istruzione)

La scuola italiana si è orientata fin da subito a inserire gli alunni di citta-
dinanza non italiana nella scuola comune, all’interno delle normali classi
scolastiche ed evitando la costruzione di luoghi di apprendimento separati,
differentemente da quanto previsto in altri Paesi e in continuità con
precedenti scelte della scuola italiana per l’accoglienza di varie forme di
diversità (differenze di genere, diversamente abili, eterogeneità di provenienza
sociale). Si tratta dell’applicazione concreta del più generale principio
dell’Universalismo, ma anche del riconoscimento di una valenza
positiva alla socializzazione tra pari e al confronto quotidiano con la
diversità.
Tale scelta non è messa in discussione da pratiche concrete di divisione
in gruppi, in genere per brevi periodi e per specifici apprendimenti, principalmente
legati allo studio della lingua italiana.
Questo principio deve oggi fare i conti con i fenomeni di concentrazione/
segregazione che si stanno verificando in vari contesti e livelli di scuola
e con la richiesta di scuole differenziate da parte delle famiglie. Resta
essenziale il riferimento alla Legge n.62/2000 secondo la quale le scuole
paritarie che rientrano nel sistema pubblico di istruzione devono essere
improntate ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione e accettare
l’iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i cui genitori ne facciano richiesta,
purché in possesso di un titolo di studio valido per l’iscrizione alla
classe che essi intendono frequentare.

lunedì 16 febbraio 2015

L'universalismo

L’assunzione di criteri universalistici per il riconoscimento dei diritti dei stranieri implica che l'istruzione è un diritto di ogni bambino, quandi anche di quello che non ha la cittadinaza italiana, considerato portatore di diritti come individuo in sè, indipendentemente dalla posizione dei genitori e anche indipendentemente dalla presenza dei genitori sul nostro territorio. Parallelamente l'istruzione scolastica è un diritto ma anche un dovere di tutti i ragazzi e quindi tutti loro devono contare sulle pari opportunità in materia di accesso, riuscita scolastica e orientamento. Nessuno nel 2015 dovrebbe sentirsi inferiore rispetto ad un altro per la sua provenienza, per la sua fisionomia o colore della pelle. Viviamo in un continente che ha lottato tanto per farsi chiamare ''Unione Europea'', lo stesso che per centinaia di anni ha vissuto l'immigrazione e l'emmigrazione come normalità, lo stesso che oggi è ricco di cultura e diversità di cui si vanta tanto grazie alla varietà di popoli che lo hanno attraversato e conquistato. Oggi il compito di non rovinare tutto questo è nostro, ma non sempre sembra essere chiaro.